Dopo il mio articolo di ieri E’ uscita anche una interessante statistica sul numero di utilizzatori italiani di Facebook, pubblicata su Vincos blog. Sarebbero dunque circa un milione gli italiani che usano questo strumento più o meno quotidianamente.
Anche Massimo Mantellini, prendendo spunto da questo articolo, commenta il successo di Facebook :
Facebook in ogni caso è una applicazione pensata per replicare nel piccolo spazio recintato disegnato dalla sua interfaccia, la maggior quota possibile della Internet che conosciamo. Molti utenti in USA lo utilizzano esattamente in questa maniera, come unico ambito di rete nel quale, non casualmente, negli ultimi tempi gli strumenti di interazione sono andati moltiplicandosi e le loro funzionalità spesso duplicano quelle già esistenti nella “grande Internet”. [...]
La maggior complicazione di questa riduzione in scala della comunicazione elettronica, il suo vero punto di debolezza, resta il criterio di scelta dei propri contatti. La grande contraddizione non detta di Facebook e di gran parte degli altri social software è quella di proporsi come un servizio di allargamento della propria cerchia sociale e contemporaneamente di esaltare “sottovoce” i vantaggi sociali di una comunicazione fra simili.
Come dire quindi di un Facebook che diventerebbe una semplificazione della rete? Non credo in realtà che il problema sia quello del filtro sociale, o di quanto occorra mantenere limitata la presenza su un sito come Facebook. Certo, ci sono centinaia di applicazioni spazzatura, che replicano anche su facebook concetti di spamming che hanno coinvolto anche l’email prima, ma è anche vero che trattandosi di un’applicazione sociale, vi è una certa dose di controllo (ed è sempre possibile inibire questa o quella applicazione). Vero è che Facebook, come qualsiasi altro applicativo, non è la vita reale, e come tale non può distinguere amici da conoscenti, relazioni reali e virtuali, etc. etc.
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