05/10/2009


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Green ICT – Una risposta per il risparmio energetico

Scritto da Sergio in Nuove Tecnologie.

La crescita dell’utilizzo di tecnologie digitali comporta la necessità di rendere più efficiente e ambientalmente sostenibile il ciclo di vita dei prodotti informatici. L’impatto ambientale dei sistemi It entra sempre di più nei criteri di scelta adottati dalle aziende nel momento dell’acquist, anche se troppo spesso l’attenzione si è focalizzata solo sulla riduzione dei consumi di hardware e dei datacenter, ovvero della localizzazione dei server delle grandi aziende.

Non che questa sia trascurabile, anzi. Secondo le stime di Idc, in 10 anni la spesa peril Power&Cooling, ovvero sia per l’elettricità relativa al funzionamento delle macchine sia a quella per i sistemi di raffreddamento necessari per il corretto funzionamento d un datacenter, si è più che raddoppiata, di pari passo con il percorso di potenziamento delle macchine ivi contenute, e che il tasso di crescita per i prossimi anni è pari a 4 volte il tasso di crescita della spesa per nuovi server.

Ma in un contesto economico caratterizzato dall’esplosione delle apparecchiature digitali, collegabili in rete con protocolli Ip, il ruolo dell’Ict per l’efficienza e l’ambiente è molto più ampio. Il processo di sostituzione e integrazione delle tecnologie elettromeccaniche con quelle digitali consente di aumentare le possibilità di raccolta e archiviazione di dati che possono essere elaborati e condivisi per effettuare analisi, simulazioni e mettere in atto azioni migliorative. Si pensi ad esempio, nel settore elettrico, alla sostituzione dei vecchi contatori con quelli “intelligenti” che consentono di disporre di misure dei consumi di energia per intervalli di tempo, oltre ad evitare l’intervento di squadre sul territorio per l’attivazione o disattivazione della fornitura di energia elettrica.

Parlare di Green Ict significa anche pensare a come migliorare e rendere più efficiente e ambientalmente compatibile l’intero ciclo di vita dei prodotti informatici, dalla loro progettazione, alla produzione, alla logistica e alla vendita/acquisto, all’utilizzo e infine alla dismissione. E per poter progettare prodotti più eco-compatibili è importante partire dal fondo, dallo smaltimento, in modo da tenere in considerazione quali materiali e sostanze privilegiare e incentivare la ricerca in tale direzione. Ricordiamoci oggi che la “spazzatura informatica” è oggi una delle criticità più importanti nel ciclo del riciclo dei rifiuti solidi urbani.

Un ruolo importante nella creazione di un circolo virtuoso di sviluppo di nuovi prodotti è rappresentato anche dalle politiche d’acquisto messe in atto dagli utilizzatori. In tal senso ancora troppo limitato è il peso del fattore Green all’interno dei criteri d’acquisto delle aziende. È comunque innegabile che l’Ict abbia un ruolo importante in materia ambientale e di efficienza. L’industria Ict può infatti agire per ridurre il proprio impatto ambientale e la propria efficienza e aiutare gli utilizzatori di tecnologie informatiche a ridurre il loro. E questo si estende a tutte le apparecchiature elettroniche, dal piccolo computer portatile, ai desktop, alla telefonia cellulare, ai vari sistemi IT. Privilegiare soluzioni a basso consumo energetico in sede di acquisto, ma anche educando il personale aziendale all’utilizzo corretto delle apparecchiature (pensiamo ai consumi legati a stampanti e computer lasciati in stand-by) sono tra gli elementi critici in uno scenario di “Green Ict”.

Molto però deve essere ancora fatto. Spesso ci si focalizza sulla tematica ICT solo rispetto a due polarizzazioni opposte. Una estremamente positiva, che vede l’ICT come la chiave di sviluppo del Pianeta. L’altra estremamente negativa, che vede questo settore solo come il produttore della prossima potenziale bomba ecologica. In realtà, la questione centrale è che occorre studiare con attenzione gli scenari di sviluppo futuro. Nel tempo molte delle soluzioni prodotte dall’ICT hanno impatti di sostenibilità importanti. Se molti viaggi oggi possono essere evitati è grazie alle videconferenze, tanto per fare un esempio. Il WWF ha messo in campo un progetto proprio su questo tema, cercando di lavorare con le aziende e le organizzazioni che possono effettivamente pensare a come affrontare il tema.

Ogni persona in realtà può dare il suo contributo. Nella scelta dei prodotti informatici, nel corretto smaltimento degli stessi, nella corretta manutenzione e in un uso accurato dei dispositivi di risparmio già presenti (ad esempio le opzioni di risparmio energetico presenti sui PC). Insomma, anche qui, ancora una volta, si tratta di prendere coscienza della problematica, e attuare scelte strategiche.

(Questo articolo fa parte della raccolta sviluppata in occasione del Blog Action Day 2009. Vai all’elenco completo.)

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2 Responses to “Green ICT – Una risposta per il risparmio energetico”

  1. Fabrizio Says:

    Salute; ho scorto solo un breve accenno al problema centrale dell’efficienza energetica. Gli investimenti necessari per conseguirla. Se avessimo tutte le risorse necessarie a costo nullo sarebbe tutto facile. Invece così non è; e qindi bisogna selezionare gli interventi non solo per la loro efficacia ma anche per il loro costo. Bisogna perciò poter misurare accuratamente la grandezza fisica che si chiama efficienza in un dato perimetro. Studiarne le correlazioni don i fenomeni produttivi che insistono su questo sito; scoprire le priorità (gli sprechi maggiori piu’ facilmente eliminabili) e cominciare ad agire da li. Così si autofinanziano i progetti di miglioramento e non si sprecano enormi quantità di denaro pubblico che saranno sprecati fatalmente nei prossimi 20 anni sulle “rinnovabili”. Troppo razionale per essere per essere credibile in Italia.

  2. Sergio Says:

    Hai ragione, il problema è quello di riuscire a vedere la problematica in un’ottica più ampia e strategica. Cosa non sempre semplice specie in un paese che è abituato a gestire le emergenze, non a programmare.