17/11/2008


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Stavolta è la RIAA ad essere portata in tribunale.

Scritto da Sergio in Libertà  Digitale.

La campagna legale delle major discografiche contro le persone che condividono file online è arrivata a quanto pare ad un punto di svolta. Questo almeno quello che si legge da un articolo apparso oggi su wired.

Difatti, un professore della Harvard Law School ha lanciato una denuncia costituzionale contro la legge federale sul copyright che costituisce il cuore della strategia legale delle Major, e che ha condotto a numerosi risarcimenti fin dal 2003.

Charles Nesson, questo il suo nome, sta difendendo uno studente della Boston University obiettivo di una delle cause della RIAA, e vuole, con la sua difesa, attaccare la base stessa della denuncia.

Nesson ritiene infatti che il Digital Theft Deterrence and Copyright Damages Improvement Act del 1999 sia incostituzionale in quanto permette ad un gruppo privato (la RIAA che è un’associazione) di attuare cause civili sulla base di una normativa di tipo penale. Inoltre la RIAA stessa avrebbe intimidito spesso gli accusati brandendo i tempi ed i costi di un processo per costringerli ad un accordo extragiudiziale.Difatti delle oltre 30,000 denunce, solo una è arrivata in tribunale. La maggior parte delle altre si è fermata prima, per la paura dei danni che le corti avrebbero potuto infliggere in caso di condanna.

Nesson ha dichiarato in una recente intervista che il suo obiettivo è quello di “evitare che i tribunali si trasformino in una sorta di agenzia di riscossione di bassa lega”.

Nesson è intervenuto a seguito della richiesta da parte di un giudice federale di rappresentare Joel Tenenbaum, 24 enne studente dell’università di Boston accusato dalla RIAA di aver scaricato almento 7 file musicali e di averne condivisi 816 sul network Kazaa. Il ragazzo ha proposot di patteggiare per una cifra di 500 dollari, ma la RIAA ne chiede almeno 12.000. Una cifra tutto sommato ridotta rispetto a quanto previsto dalla legge: da 750$ a 30.000$ per ogni infrazione, per cui la somma potrebbe crescere dino ad un milione di dollari se inoltre si dimostrasse l’intenzionalità.

L’industria musicale al momento non ha reagito a questo attacco, ed anzi ha fatto notare che lo studente non ha notificato l’intenzione di contestare la costituzionalità della normativa.

Il processo inizierà il 1° dicembre, e Nesson si sta preparando incontrando altri legali. Sempre Nesson ritiene che queste cause non stanno ostacolando la pirateria online. Bisognerebbe quindi trovare altri mezzi di dissuasione.

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