E si, oramai si parla in continuazione di Facebook (ho già affrontato l’argomento in tre post recenti). E sono anche in tanti a criticarlo (addirittura con enormi quantità di dietrologia), e direi anche giustamente visto che ritengo che lo sviluppo di queste applicazioni parta anche dal presupposto (fondamentale) di uno sviluppo grazie alle critiche delle persone. Mi ritengo un utente di un servizio che mi piace, non un adepto di una setta misteriosa.
Quello che credo è che troppo spesso le critiche fatte a Facebook risentano di stantio, siano molto (troppo?) simili alle critiche fatte un tempo alle BBS, a Internet in genere, ai primi Blog. Quando Tumblr si è affacciato sulla rete la gente protestava per i reblog, quando nacquero i primi siti web, la gente si sentiva esposta alle citazioni. Certo, sono un forte sostenitore della privacy, ma del resto è proprio il controllo sociale dato all’interno di un’applicazione come Facebook che aiuta, rispetto a trovarsi persi nell’universo di mille contenuti. Ammetto che l’applicazione mi piace proprio perché unica, non è necessario accedere a decine di siti diversi per mantenere i contatti con amici/colleghi/ex-compagni di scuola.
Certo, critiche come quelle della Signora Maria (cui ho rapidamente risposto) che giustamente ne critica l’aspetto estetico e la filosofia di base, sono sicuramente benvenute. Dire che questo sito sia invece uno sfasciafamiglie mi sembra un pelo eccessivo, visto e considerato che esistono decine di strumenti online per parlar male degli ex. E basta sempre comunque una breve ricerca con Google.
E qui mi soffermo. Il grande vantaggio dei Network Sociali è quello di permettere di controllare, in qualche modo, i contenuti che vengono pubblicati. Se su Facebook pubblicano una mia foto e mi “taggano”, lo so subito, e posso anche chiedere venga rimossa. Se succede altrove, la cosa è più difficile.
Vita reale o vita virtuale?
mentre prima la vita online era un modo per creare una rappresentazione di sé, mendace o meno, ma una rappresentazione, interessante in quanto narrata, costruita, interpretata, scritta, adesso è mero resoconto della banalità. ossia: ancora una volta, ci viene data l’opportunità di esprimerci, anche e soprattutto quando non abbiamo assolutamente un cazzo da dire [sempre Signora Maria]
Bè io sinceramente penso proprio l’opposto. Il grande merito di Facebook è quello di permettere ad una persona di essere se stessa sempre e comunque, col suo nome esposto, senza doversi nascondere dietro una realtà virtuale che nulla ha a che fare con la propria vita. E comunque non obbliga ad una scelta. Semplicemente permette a me di essere Sergio Caredda sia con gli amici, sia coi conoscenti, sia con le persone che nel tempo si son perse di vista (non sempre per propria scelta), sia con le persone sconosciute con cui fare un po’ di serio cazzeggio. Ma del resto, io la faccia (e il nome) lo ho sempre messo anche sul mio blog, quindi può essere che il mio sia un punto di vista di parte.
Qualche critica?
Si certo. Come avevo premesso, non voglio essere un adepto che rispetta tutto in religioso silenzio. Innanzitutto, non sempre ho voglia di bere birre virtuali, accettare regali da qualcuno ho giocare a giochi online. Anzi, spesso cancello decine di applicazioni per volta perché un po’ stufo del loro utilizzo. E credo che una modalità di controllo della qualità delle applicazioni da parte degli utenti migliore di quello attuale ci voglia.
Credo anche che stia troppo deviando (anche a causa della nuova interfaccia) verso un universo di solo gioco, mentre ciò che mi ha spinto a usare Facebook da subito è il fatto di poter mescolare aspetti privati oltre che lavorativi o di interessi in genere.
Infine una considerazione generale, tentare di convincere proprio tutti a unirsi a Facebook non ha senso. Sennò davvero finiremo per bere solo birre virtuali!
Spero di non aver annoiato nessuno!

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October 9th, 2008 at 5:29 pm
Facebook… e 3 | ECLETTICAmente…
Ma davvero Facebook è così negativo?…