18/11/2009


34 visite
Nessun Commento
rispondi
trackback
stampa

Tags

gradimento:

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

Popolarità:

Popularity: 1% [?]

L’economia condivisa

Scritto da Sergio in Web 2.0.

Grazie a LSDI ho scovato questo interessante articolo di André Gunther apparso  sull’ultimo numero di Etudes Photographiques e che  analizza come il ribaltamento da un modello economico di distribuzione controllata ad uno di autogestione dell’abbondanza stia modificando in profondità il rapporto con la fotografie e l’immagine.

Più ancora della loro produzione digitale, è la diffusione delle foto o dei video attraverso l’ intermediazione delle applicazioni del web 2.0 che ha modificato in profondità il nostro rapporto con l’ immagine.

Analizzando la transizione tra i due modelli sopra menzionati, Gunther descrive le due fasi relative allo sviluppo delle piattaforme visuali (come flickr e compagnia). Dopo una prima fase identificata come “rivoluzione degli amatori”, la condivisione dei contenuti si è poi concentrata sull’identificazione dei diversi tipi di audience. Governati dall’idea di una contrapposizione tra media antichi e moderni, questi due modelli non paiono però descrivere in maniera efficace il meccanismo in azione oggi, che invece sembra indirizzarsi più verso una logica di complementarietà ed interazione. L’osservazione degli usi reali di queste piattaforme, come quello delle consultazioni in genere di siti enciclopedici, suggerisce che la socializzazione dei contenuti visuali ha creato un nuovo stato dell’immagine come proprietà comune1. Oggi, conclude l’autore, il valore di un’immagine deve essere condiviso.

Alla fine degli anni Ottanta Bill Gates, cofondatore di Microsoft, intuisce che il mercato delle immagini sarà uno dei settori portanti della nuova economia digitale. All’ origine della creazione della società interattiva Home Systems, chiamata poi Corbis nel 1995, una scommessa che richiama parecchio la visione futurista che Paul Valéry diffondeva a partire dal 1928 : ” Come l’ acqua,il gas, la corrente elettrica arrivano da lontano nelle nostre case per rispondere ai nostri bisogni chiedendo una spesa relativa, così saremo alimentati da immagini visuali o auditive, che nascono e svaniscono al minimo gesto, quasi a un segno2.

Ma Bill Gates si è sbagliato su un punto. Il suo scenario si basava sulla concezione di una agenzia in grado di commercializzare le riproduzioni di archivi istituzionali esistenti. L’ immagine non è quel prodotto di alto livello fabbricato da professionisti, protetto dalle norme copyright, limitato a circuiti di distribuzione specializzati per un consumo accuratamente controllato? Ebbene, ora, dopo l’ avvento di piattaforme visuali, Flickr e Youtube in testa, la parte più viva dell’economia delle immagini si basa sull’autoproduzione, la diffusione e la consultazione diretta da parte degli utenti stessi dei contenuti multimediali.

Ed è così che si sta modificando il nostro rapporto con le immagini, che siamo oggi abituati a vedere immediatamente sul web in tutte le loro forme, non come forma sostitutiva rispetto alle modalità più classiche, ma come integrazione. Mi viene da pensare, ad esempio, al successo delle tante mostre fotografiche online, mai capaci di sostituire realmente l’esperienza di una mostra “dal vivo”, purtuttavia permettono di diffondere l’idea dell’immagine in maniera molto più ampia.

Un discorso simile lo si potrebbe fare anche per le notizie, la musica, il design stesso. Tutti ambienti dove il web non ha distrutto valore proponendosi come sostituto, ma ne ha creato, differenziandolo, proponendosi come attore di integrazione. Forse il mondo delle immagini è riuscito a fare un discorso più ampio anche grazie ad una situazione meno oppressiva rispetto al mondo della musica da parte dei vecchi detentori di copyright.

Related Posts with Thumbnails

Popularity: 1% [?]

  1. André Gunthert, « L’image partagée », Études photographiques, 24 | novembre 2009, [On Line], mis en ligne le 08 novembre 2009. URL : http://etudesphotographiques.revues.org/index2832.html. Consultato il 17 novembre 2009. []
  2. Paul Valéry “La Conquête de l’ubiquité” [1928], Œuvres,  a cura di J. Hytier,  Parigi []

I commenti sono chiusi.